Noi siamo le storie degli altri

Queste mie riflessioni, volutamente a ruota libera, partono da questa recente considerazione espressa da un amico: “noi ci stordiamo di storie”; in altri termini credo che egli volesse dire che noi esseri umani cerchiamo costantemente i racconti e le situazioni degli altri per tornare ad adombrare noi stessi; è ciò che avviene attraverso i mezzi più disparati: libri, film, fumetti, (video)giochi di ogni genere… Dove impersoniamo altri, fingiamo di essere altro/i.

storia
Se portassimo alle estreme conseguenze questo motivo potremmo arrivare a considerare la non esistenza di quello che in tempi e spazi diversi è stato definito l’Io, il Sè, la Meità, l’Ipseità, l’Ego, l’Identità, ovvero questi costrutti potrebbero trovare cittadinanza teorica unicamente se posti in relazione indisgiungibile con l’Altro, l’Alter, la Noità, l’Intersoggettività.
Spingendo ancora oltre l’asticella potremmo adesso collegarci al Buddhismo quando sostiene la “diffusione del Sè”, la consapevolezza – raggiungibile nei più alti stadi meditativi – dell’appartenenza ad una Totalità vasta e avvolgente dove l’idea stessa di “Io” si scioglie per abbracciare l’infinito.
Non sorprende che la Fisica Quantistica, da qualche tempo impegnata in un proficuo dialogo con monaci e guaritori, si collochi in linea con quanto finora espresso.
Ecco che l’elemento relazionale, legato all’incontro con l’Altro, diviene cardine, premessa, punto di rèpere per ogni ulteriore affondo conoscitivo, in psicologia, nelle scienze, nella vita.