Game! Set! Match! (o Gioco! Partita! Incontro… Se preferite)

Game! Set! Match!

Sì, ma quanta fatica per concretizzare il match-point, quanta fatica per guadagnarsi la possibilità di giocarsi un match point!

Fred Gilbert, ex giocatore ATP, nel suo libro “Vincere sporco, guerra mentale nel tennis – lezioni da un maestro” (ed. Priuli e Verlucca, 2014), ci svela come in passato sia riuscito a battere giocatori sulla carta molto più quotati di lui; in particolare ci svela un aspetto del suo gioco molto spesso trascurato dagli altri tennisti: mentre su fasi di punteggio come 40/vantaggio int o est. o 40/0 o 40/15, sia nella posizione di battitore che di ribattitore, un campanellino d’allarme si accende comunque, istintivamente, ovvero tale processo d’attivazione è dovuto alla particolare condizione in cui ci pone il punteggio (momento decisivo per le sorti del game), e quindi subiamo immancabilmente più pressione (stress da cui tendiamo a fuggire nella logica ‘combatti o fuggi’); nel caso di punteggi come 30/15 o 15/30, quelli che Gilbert chiama “punti preparatori”, la pressione è minore ma proprio per questo possiamo/dobbiamo giocare in modo più accorto, perché è da qui che ci si porterà a giocare un punto fondamentale per le sorti del Gioco (Game). Non tutti lo sanno fare, sicuramente in pochi con la qualità e la continuità che contraddistinguevano il gioco dello stratega Fred Gilbert.

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