Il rap di Marracash: ovvero: come interloquire con la contemporaneità

“… Tu vivi sempre connessa come una disconnessa, chi ti conosce meglio è il tuo motore di ricerca, lì hai trovato quello che cercano in tanti, l’illusione di avere amici e vite interessanti…”

marracash-tour-instoreHo ascoltato recentemente la canzone di Marracash, rapper milanese classe 1979, dal titolo “Sindrome depressiva da social network“; quattordicesima traccia estratta dall’ultimo album “Status”, Edizioni Universal (2015); l’album risulta gradevole ed omogeneo, nonostante la presenza di numerosi featuring: tra i quali Fabri Fibra, Neffa, Tiziano Ferro, Salmo e altri ancora; ciò che mi ha attratto deve essere stato il titolo contenente la parola “Sindrome” che a tutti gli psicologi che si interessano di epistemologia suona come qualcosa di “Incerto”, “Poco chiaro”, da qui la mia curiosità; l’intento di questo breve appunto non è però quello di addentrarsi all’interno della struttura di questo disco, discutere di battute o di flow, di stile; la spinta a scriverne, assecondando solo in parte la mia vena recensistica, deriva piuttosto dall’aiutare a comprendere la rilevanza del linguaggio rap in quanto potente dispositivo dialogico e di incontro, nelle mani di quegli operatori attivi in ambienti educativi o culturali che ne abbiano consapevolezza in termini di utilizzo per obiettivi. Più semplicemente: il linguaggio rap è un tipo di retorica che può essere strategico conoscere se si opera in taluni contesti; ha la caratteristica di essere immediato e velocemente fruibile; se fosse un qualche tipo di cibo risulterebbe tra i più nutrienti e gustosi; i giovani – in particolar modo – ne sono golosi; abituati ab origine a vivere in una società ipercinetica e stimolante, impattando con ogni tipo di linguaggio e divorando senza tregua storie su storie, fanno il carico in questo modo di situazioni fortemente emozionali, potremmo dire “vive”. Prendere coscienza di ciò significa poter indagare il mondo di questi ascoltatori. Interessandosi a questi accadimenti si studiano in realtà i fenomeni dell’utilizzo del linguaggio per generare le realtà che abitiamo o che in prevalenza abitano coloro i quali ne usufruiscono (siano essi giovani o meno giovani).
Tornando alla traccia in questione, quello che Marracash fa è un’operazione di ostensione e dispiegamento di fenomeni attualissimi la cui conoscenza consente margini d’intervento e di replica attuali e in linea con la contemporaneità.

2 pensieri su “Il rap di Marracash: ovvero: come interloquire con la contemporaneità

  1. Ricordo che anni fa del rap si diceva che “non era musica” e di fatto, pur essendo stato ampiamente sdoganato e di conseguenza massificato come genere, una musica strettamente intesa non lo è mai stato. Il rap era ed è tutt’oggi, proprio perchè più diffuso e praticato, un linguaggio. Ed essendo un linguaggio per lo più praticato da una fascia giovanile, almeno in Italia, è strumento a volte indispensabile per entrare in contatto con certi tipi di realtà. Oltre tutto è un linguaggio ritmico che aiuta a far esprimere anche persone con certe problematiche del linguaggio come la balbuzie, oltre che a far sfogare paure, pulsioni e pensieri a quegli adolescenti molto spesso non compresi e inespressi.
    E’ quindi un linguaggio al quale ci si dovrebbe avvicinare lavorando nel sociale e perchè no anche in ambito scolastico, criptandone significati e composizione, ad esempio nelle ore di musica. Ma qui sono forse di parte.

    A questa provocazione lego un’altra annotazione: negli anni ’90 chi ascoltava rap, tendeva anche a farlo in prima persona e quindi ad utilizzare a sua volta un linguaggio, allora considerato per “iniziati” in quanto quasi settario. Oggi, che il rap è più diffuso, paradossalmente ci sono meno persone che lo fanno per davvero, che si mettono in gioco oltre che ad ascoltare i propri artisti preferiti.

    E forse proprio l’insegnare ad approcciare il rap come linguaggio è quindi un’urgenza che si palesa.
    Che ne pensi?

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    1. Ciao Luca, condivido le tue osservazioni, insegnare ad approcciare il rap come linguaggio significa portare un affondo nella sua storia, studiando come è nato, su quali basi, spiegandoci così “il come” più che “il perchè” dell’attuale tipo di fruizione.

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