Un nuovo paradigma per le discipline della salute

Possiamo considerare la salute come un processo essenzialmente legato alle pratiche discorsive della comunità dei parlanti; ovvero la salute è ciò che il consesso umano, in uno spazio-tempo storicamente e culturalmente situato, ritiene essere una condizione auspicabile, desiderabile, in qualche modo raggiungibile. La definizione di che cosa la salute propriamente sia si incardina quindi nel linguaggio, nelle sue forme, nel suo utilizzo in quanto dispositivo conoscitivo. Non è quindi un dato oggettivo, una entità a sé stante, un qualcosa che osservo su di un corpo-cosa (il Koerper fenomenologico) ma è propriamente un qualcosa che sento e vivo come Leib, come corpo-vissuto.

All’interno di questa prima disamina assume particolare rilievo l’assunzione di una prospettiva nuova, rivoluzionaria, in grado di traghettare l’Uomo – quasi in una sorta di panismo – verso una più chiara e proficua definizione dei propri presupposti conoscitivi; in altri termini è possibile ribaltare il piano d’indagine spostando il focus dal cosiddetto materialismo scientifico all’olismo scientifico. Nel primo caso si tratta di adottare una impalcatura le cui architravi sono alcune posizioni epistemologiche chiaramente riconducibili al causalismo e al riduzionismo e a una più generale considerazione del soggetto quale elemento passivo, biologicamente, socialmente e psicologicamente determinato. Nel secondo caso è un mondo completamente nuovo quello che ci si para davanti: assume qui posizione centrale e di rilievo il costrutto ma ancor più l’esperienza dell’Energia; il soggetto è visto come partecipante e protagonista della realtà che abita e che si ri-configura in una ricorsività senza fine.

Così si arriva a comprendere come l’Uomo sia dotato di un campo energetico-mentale-spirituale che plasma la dimensione biologica, comunica con essa e vi interagisce attraverso pensieri ed emozioni; in fondo è ciò che la PNEI va propagandando, con l’aggiunta e lo sfondamento grazie all’analisi della rilevanza di quelli che altrove sono stati definiti campi morfo-genetici o campi informazionali.

Tali prospettici ambiti di studio, peraltro ibridando ricerca scientifica e arte, vengono portati avanti in Italia dal VID di Bologna, un centro all’avanguardia, effervescente e stimolante a un tempo nei contenuti proposti.

E qui ci fermiamo, sicuri di essere avanzati oltre il confine, sicuramente alla frontiera di quella che oggi può essere definita scienza, una scienza in continuo sviluppo rispetto ad approdi affascinanti quanto futuribili.

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