Una manciata di terra

Scrivere ancora, dopo il dodidicesimo titolo al Roland Garros, risulta quasi scontato; tutto sembra scivolare via facile, lineare, senza intoppi, senza solchi… Così cari alla terra rossa. Non è così; vincere dodici volte il torneo parigino, doppiando Borg, appare irreale ma pure possibile. Il 9 giugno 2019, a 33 anni, Rafa ha raccolto, di nuovo, quanto seminato in carriera; ricco-raccolto potremmo dire. Impegno, dedizione, cambiamento…

Si prova una sensazione quasi imbarazzante nel tentativo di dire qualcosa; quando c’è di mezzo il re della terra viene spontaneo lanciarsi in paragoni e simbolismi di ogni tipo, molto spesso scomodando divinità e leggende; il mito è lì, a portata di mano… Le dodici fatiche di Ercole, si è detto… Io preferisco pensare alla ripetitività dei gesti tennistici, sempre uguali, perchè provati, sempre diversi, perchè tentati in condizioni diverse… Ad un uomo che è stato in grado di scavare, sull’amata terra, un divario, fra sè e gli altri che lui sa, prima di tutti, essere difficile da superare ma non impossibile, e quindi sta lì, batte e ribatte, punto su punto, gioco dopo gioco, partita dopo partita, incontro dopo incontro… Sarà ancora una volta la terra a surggerirgli quando sarà il momento di staccare, di voltarsi indietro ad osservare e noi con lui a contemplare… Per ora attendiamo, c’è ancora tempo per le celebrazioni.

Chapeau!

 

 

Rafael Nadal, Roland Garros 2019