E’ possibile definire il concetto di salute andando oltre il modello bio- psico-sociale?

Gian Piero Turchi e Claudia Della Torre, nel loro testo dal titolo “Psicologia della salute – dal modello bio-psico-sociale al modello dialogico“, sembrano indicarci il possibile sfondamento, l’ulteriorità, il passaggio (la vera dia-gnosi, intesa come conoscenza attraverso), in grado di condurci su un altro terreno, o forse sarebbe meglio dire che i due autori ci forniscono un’altra mappa utile per interpretare il territorio; fuor di metafora, per farlo è necessario un cambio di passo, un mutamento o stravolgimento paradigmatico; adottando una prospettiva narrativistica in primis e impiegando, conseguentemente, un modello epistemologicamente fondato su queste premesse: il modello dialogico.

La salute, seguendo il loro argomentare, diversamente dal costrutto di sanità, diviene l’insieme delle espressioni linguistiche che la comunità dei parlanti (storicamente e culturalmente situata) utilizza per definire che cos’è propriamente la salute; il linguaggio genera mondi, spazi, ovvero le realtà che andiamo ad abitare; l’orizzonte cambia di continuo, si trasforma, diviene glocalizzato, ecologico, tiene conto delle interconnessioni, dei diversi piani, l’uomo non è più biologicamente, psicologicamente o socialmente co-determinato, ma d’ora in poi è inteso e compreso olisticamente, nella sua totalità; ecco che qui entra in gioco anche un’altro modello, quello mente-corpo, in grado di far dialogare Oriente ed Occidente, Fisica Quantistica e Buddhismo, Uomo e Ambiente, andando oltre i dualismi e le polarità.

Tali riflessioni sono al confine, hanno il sapore dell’esplorazione, tendono alla soglia, vi rimangono ancorate per poco, sospese tra ciò che è stato detto e ciò che ancora dovrà essere indagato, pronunciato… In attesa dei prossimi affondi conoscitivi.