Visionarietà per una nuova psicoterapia

Esercizi_di_visi_4f8d2e2a9fa2fLa lettura Esercizi di visioning di Giovanni Foresti e Mario Rossi Monti è decisamente di tipo prospettico, intendendo con questo termine la capacità-necessità di “vedere in avanti”, in senso anticipatorio, ovvero di calibrare-dosare il cambiamento in riferimento ai contesti e agli ambienti organizzativi interessati al-dal cambiamento. Il tema di partenza riguarda il possibile passaggio, nelle organizzazioni, dall’apprendimento di tipo adattativo a quello di tipo creativo; detto in altri termini, l’obiettivo dei Nostri è quello di evidenziare tutte quelle pratiche discorsive in grado di «promuovere nel gruppo la tensione creativa che porta all’emergere di idee nuove»; il dirigente, o chi occupa posizioni di responsabilità e comando, dovrebbe essere particolarmente interessato a questi processi di cambiamento. Il libro inoltre offre la possibilità di osservarli da vicino, come in vitro, suggerendo modalità di utilizzo grazie alla presenza di utili esemplificazioni.

Gli autori sono consapevoli d’impiegare una delle possibili lenti, quella psicoanalitica, e nel farlo sono attentissimi a non lasciarsi sfuggire l’indispensabile premessa epistemologica, così facendo il loro discorso si inserisce coerentemente all’interno di un preciso orizzonte teorico-metodologico; l’introduzione del lavoro risulta a tale proposito la bussola utile alla navigazione. Gli autori precisano fin dall’avvio che parlare di visioning in psicoanalisi è possibile considerando che nel corso del tempo la disciplina ha concesso spazi di diversa riflessione e un’attenzione diseguale ad almeno tre ambiti: 1) la convergenza (possibile) tra neuroscienze e psicoanalisi; 2) il cosiddetto “pluralismo teorico” della psicoanalisi; 3) «la politica psicoanalitica, e in particolare l’intreccio fra dinamiche gruppali e assetti istituzionali»; su quest’ultimo terreno si nota la coesistenza di tradizioni di ricerca molto diverse e che spesso sembrano ignorarsi.

Per approfondire la letture cliccate qui:

http://www.rivistacomprendre.org/allegati/XXIV/XXIV.xdelladio%20II.pdf

Per una cura dell’immediatezza

3744476Il testo Istantaneità – cultura e psicopatologia della temporalità contemporanea
ha il pregio di essere scritto a quattro mani da un filosofo e
da uno psicopatologo (medico) così che la lettura, nel dispiegarsi della
trama argomentativa (narrativa), si presenta insieme articolata e complessa.
In riferimento alla più ampia cornice editoriale, il testo rientra
nella collana che Franco Angeli, sotto la supervisione attenta di Mario
Rossi Monti, dedica alla Psicopatologia o forse sarebbe meglio dire alle
Psicopatologie, considerando che «Psicopatologia significa interrogarsi
sui modi attraverso i quali avvicinare, conoscere, comprendere e cercare
di dare senso ai disturbi mentali. Non un modo, ma una pluralità di modi.»
(passaggio tratto dalla presentazione della collana – terza di copertina).
La psicopatologia, declinata qui in senso fenomenologico, 
diviene – de facto – e più propriamente, psico- patho(s)- logia.

Se vi interessa proseguire nella lettura cliccate qui:

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